Il futuro del centro storico di Patti torna al centro del confronto politico cittadino.
A riaccendere il dibattito è stato il consigliere comunale d’opposizione ed ex sindaco Mauro Aquino, che attraverso un lungo intervento pubblico ha sollevato interrogativi sullo stato di avanzamento del progetto relativo ai 18 alloggi a canone sostenibile previsti nel cuore antico della città.
Una questione che affonda le radici addirittura nel 2010 e che oggi torna di stringente attualità tra richieste di chiarimento, rivendicazioni politiche e repliche a distanza.
Aquino ha ricostruito l’intero iter del finanziamento, spiegando come il progetto originario prevedesse la realizzazione di nuove palazzine nella zona di via San Nicolò La Mendola, accanto al torrente Montagnareale. Una scelta che, secondo l’ex sindaco, venne successivamente modificata durante la sua amministrazione, preferendo una soluzione diffusa all’interno del centro storico, attraverso il recupero di abitazioni esistenti da acquistare e ristrutturare.
«Piuttosto che consumare nuovo suolo – ha spiegato Aquino – scegliemmo di investire nel recupero del centro storico, riportando le persone a vivere tra le vie della città antica». Da qui la decisione di individuare diciotto alloggi sparsi tra via XX Settembre, via Garibaldi, via Magretti e via Sant’Arcangelo, destinati a famiglie fragili con canoni calmierati.
Un progetto da quasi 4 milioni di euro, finanziato per oltre 3,3 milioni da Regione e Stato e per la restante parte dal Comune di Patti, anche attraverso fondi residui legati al terremoto del 1978. Aquino ha ricordato come il progetto esecutivo venne approvato e finanziato nel 2020 e come nel 2021 si arrivò persino all’aggiudicazione dei lavori a una ditta agrigentina.
Poi, però, il rallentamento burocratico. Solo nel dicembre 2024 la Regione ha impegnato concretamente le somme, trasferendo un primo acconto di oltre 470 mila euro al Comune. Nel 2025 sarebbero iniziate le procedure di acquisto degli immobili, ma – secondo Aquino – ad oggi sarebbero stati acquisiti soltanto due appartamenti sui diciotto previsti.
Da qui le domande rivolte all’attuale amministrazione:
«Cosa stiamo aspettando per completare gli acquisti e avviare finalmente i lavori? Quando vedremo le luci accese nel centro storico e sentiremo di nuovo le voci dei bambini tra queste vie?».
Parole che mescolano critica politica e visione romantica della città, puntando sul valore sociale e identitario dell’intervento: non soltanto edilizia residenziale, ma uno strumento di ripopolamento urbano e rigenerazione del centro storico.
Non si è fatta attendere la replica dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianluca Bonsignore, che ha rivendicato il lavoro svolto dal 2021 ad oggi sul fronte del recupero del centro storico.
«È bene fare chiarezza – si legge nella nota diffusa dal sindaco –. Dal mese di ottobre 2021 tutto ciò che riguarda il percorso di recupero e rilancio del centro storico è frutto dell’attività amministrativa portata avanti da questa amministrazione».
Bonsignore e l’assessore Salvatore Sidoti sottolineano di aver “recuperato, sbloccato e avviato” il finanziamento, affrontando criticità e problematiche ereditate dalla fase originaria del progetto. Una replica che punta soprattutto a rivendicare la concretezza amministrativa degli ultimi anni.
L’attuale amministrazione evidenzia inoltre di aver ottenuto un ulteriore finanziamento da circa 4,5 milioni di euro destinato alla riqualificazione di un’altra parte del centro storico e alla realizzazione di nuovi alloggi a canone sostenibile.
«Non ci interessa rivendicare promesse – conclude la nota – ma portare avanti opere che restituiscano dignità, servizi e prospettiva a Patti».
Al di là del botta e risposta politico, che certamente anticipa un tema politico di future campagne elettorali resta centrale la questione sollevata da Mauro Aquino: il destino del centro storico pattese continua a rappresentare uno dei nodi strategici per il futuro della città. Tra recupero urbano, housing sociale e rilancio dell’identità cittadina, la sfida sarà ora trasformare progettualità e finanziamenti in cantieri concreti e, soprattutto, in nuove occasioni di vita per il cuore antico di Patti.










