CAPO D’ORLANDO – Scuola di Piscittina e Piano Casa nel mirino dell’opposizione
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CAPO D’ORLANDO – Scuola di Piscittina e Piano Casa nel mirino dell’opposizione

doppia offensiva di “CambiAmo Capo”

Due interrogazioni consiliari, due temi strategici per il futuro di Capo d’Orlando

La riapertura della scuola di contrada Piscittina e le politiche abitative per trattenere i giovani sul territorio. Il gruppo di opposizione “CambiAmo Capo” torna all’attacco dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Ingrillì, chiedendo risposte puntuali su due dossier ritenuti fondamentali per lo sviluppo della città.

Sul fronte della scuola di Piscittina, finanziata con le risorse del PNRR, i consiglieri chiedono di conoscere lo stato reale dell’opera in vista dell’imminente anno scolastico 2026-2027. L’interrogazione punta a fare chiarezza sul completamento dei collaudi, sulla possibilità di riaprire regolarmente il plesso, sulla capienza dell’edificio rispetto al vasto bacino d’utenza delle contrade, sul futuro della mensa e sulla riqualificazione del campetto sportivo adiacente.

Tra i punti ritenuti prioritari dall’opposizione c’è anche la richiesta di garantire che la struttura mantenga stabilmente la destinazione scolastica, andando oltre il vincolo minimo previsto dal finanziamento europeo, considerandola un presidio essenziale contro lo spopolamento delle aree periferiche.

Particolare attenzione viene inoltre rivolta alla sicurezza viaria. “CambiAmo Capo” sollecita infatti l’acquisizione dell’area privata sul lato nord-ovest del plesso per realizzare un parcheggio a raso destinato a scuolabus e personale, ampliando contestualmente l’accesso alla scuola e migliorando le condizioni di sicurezza per studenti e famiglie.

Parallelamente, il gruppo consiliare apre un secondo fronte politico con un’interrogazione dedicata al nuovo Piano Casa e alle prospettive urbanistiche della città.

Secondo l’opposizione, Capo d’Orlando rischia di arrivare impreparata all’applicazione delle nuove norme nazionali che incentivano l’edilizia convenzionata destinata alle giovani coppie e alle famiglie della cosiddetta “fascia grigia”, oggi escluse sia dall’edilizia popolare sia dal mercato immobiliare tradizionale.

I consiglieri evidenziano come il Comune sia ancora regolato dal vecchio Piano regolatore generale, mentre il nuovo Piano Urbanistico Generale è soltanto alle battute iniziali e molte aree destinate all’edilizia sociale risultano prive di vincoli urbanistici.

Per questo chiedono una ricognizione delle aree disponibili, il ripristino dei vincoli decaduti, l’individuazione di nuovi spazi destinati all’edilizia convenzionata e l’attivazione di strumenti urbanistici capaci di favorire investimenti con alloggi a prezzi calmierati.

Tra le proposte avanzate figura anche il coinvolgimento stabile della Consulta Giovanile e della Commissione Pari Opportunità nella pianificazione del nuovo PUG, affinché le future politiche abitative nascano dal confronto con chi vive direttamente le difficoltà di accesso alla casa.

Con queste due interrogazioni “CambiAmo Capo” rilancia così il proprio ruolo di controllo politico sull’azione amministrativa.

12 Luglio 2026

Autore:

redazione


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