La Sicilia perde uno dei suoi più autorevoli protagonisti della vita culturale. È morto all’età di 71 anni l’avvocato Antonino “Ninni” Panzera, storico segretario generale di Taormina Arte, organizzatore instancabile, uomo di cinema, di teatro e di idee, capace per oltre quarant’anni di fare della cultura non soltanto uno spettacolo, ma un patrimonio condiviso.
Negli anni Settanta fu tra gli animatori del movimento dei cineclub
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo artistico siciliano. Per oltre trentacinque anni è stato il motore organizzativo di Taormina Arte, accompagnando il festival attraverso le sue stagioni più luminose e quelle più difficili, mantenendo sempre intatta una visione: fare della Sicilia un luogo capace di dialogare con il grande cinema, il teatro, la musica e la cultura internazionale.
Nato a Palizzi Marina, in Calabria, nel 1954, ma messinese d’adozione, Panzera arrivò a Messina da studente di Giurisprudenza. Avrebbe potuto limitarsi alla professione forense, ma la passione per il cinema cambiò il corso della sua vita. Negli anni Settanta fu tra gli animatori del movimento dei cineclub, fondando l’Associazione Culturale Milani e dando vita alla storica Saletta Milani, diventata per decenni il punto di riferimento dei cinefili messinesi.
In quella piccola sala passarono opere e autori che difficilmente avrebbero trovato spazio nei circuiti commerciali. Registi come Krzysztof Kieślowski, Derek Jarman ed Edgar Reitz formarono intere generazioni di spettatori, contribuendo a costruire una cultura cinematografica che ancora oggi rappresenta un patrimonio della città.
Negli anni Novanta, insieme al regista Francesco Calogero, ideò il Messina Film Festival
Una rassegna dedicata al giovane cinema italiano che seppe conquistare rapidamente una dimensione nazionale, lanciando registi destinati a diventare protagonisti del panorama cinematografico italiano. Dopo una lunga interruzione, nel 2023 aveva riportato in vita quel progetto trasformandolo nel Messina Opera Film Festival, dedicato al dialogo tra cinema e opera lirica.
Parallelamente, dal 1987 al 2021, il suo nome è rimasto indissolubilmente legato a Taormina Arte
Qui ha ricoperto il ruolo di segretario generale, attraversando tutte le trasformazioni dell’ente, dal Comitato alla Fondazione, lavorando accanto ai più grandi protagonisti del cinema, del teatro e della musica mondiale.
Era Presidente del CNA Cinema e Audiovisivo Sicilia
Negli ultimi anni aveva continuato il suo impegno anche come presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Sicilia, con l’obiettivo di rafforzare il comparto audiovisivo dell’Isola e creare nuove opportunità per le produzioni cinematografiche siciliane.
Profondo il cordoglio espresso dalle istituzioni.
Il sindaco di Messina Federico Basile lo ha ricordato come «una delle personalità culturali più autorevoli della nostra città», sottolineando come «con passione, competenza e visione abbia contribuito a promuovere l’immagine di Messina ben oltre i confini regionali e nazionali».
«Ha dedicato energie e professionalità alla promozione culturale e alla valorizzazione della Sicilia, contribuendo alla crescita del patrimonio immateriale della nostra comunità. La sua sensibilità, la sua competenza e il suo profondo legame con Messina lasciano un’eredità importante che continuerà a vivere nei percorsi culturali che ha contribuito a costruire», ha aggiunto il primo cittadino.
Ma forse il lascito più grande di Ninni Panzera non si misura nei premi ricevuti, nei festival organizzati o nei grandi nomi che ha portato in Sicilia. Si misura nelle migliaia di persone che, grazie al suo lavoro, hanno imparato ad amare il cinema, il teatro e la cultura.
Era uno di quei professionisti che lavoravano dietro le quinte, lontano dai riflettori, convinto che il successo di uno spettacolo appartenesse sempre agli artisti e mai a chi lo rendeva possibile.
Con lui se ne va un pezzo importante della storia culturale della Sicilia contemporanea. Rimane però il patrimonio di idee, relazioni, festival e progetti che ha contribuito a costruire e che continueranno a raccontare, anche alle nuove generazioni, la storia di un uomo che aveva fatto della cultura la sua missione e della Sicilia il suo più grande palcoscenico.






