CASTELL’UMBERTO- BOLOGNA – “TOXO”
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CASTELL’UMBERTO- BOLOGNA – “TOXO”

 “Gloria” per chi non ha smesso mai di sperare accarezzando i nodi “dell’Ulivo saraceno”, dove” la Follia”, che tale non è, crea la “Fotografia di noi” per chi, fortissimamente volle cercare il cappello della vita perduto nel ’43.

Nasce “TOXO” raccolta musicale del regista Pino Pullella umbertino, con il cuore ancorato alla sua terra, vive e opera a Bologna che, per l’occasione, si è scommesso come compositore ed interprete di ben 14 brani inediti che, in estrema sintesi, coronano (solo al momento in quanto Pullella è sempre stato vulcanico spaziando a 360 gradi nell’estro creativo) la sua continua evoluzione artistica.

Nell’ordine il titolo dei brani: Pensieri mancanti, Fiato al cuore, Gloria, Fotografia di noi, Il mondo buono è buono, Ulivo saraceno, Blues da bar, Follia, Cuori rubati, Genuino swing, Lupo di mare, Mi accorgo di te, Vitamina mare e Vorrei avere solo te. Cinema e musica per lui sono un’unica ricerca.

Ogni canzone è come una scena: vive nel silenzio, cresce nell’immaginazione e trova senso solo quando incontra chi la sa interpretare.

TOXO è l’apertura di un archivio creativo, destinato a crescere, un luogo in cui ogni canzone aspetta il momento giusto per diventare un’esperienza condivisa.

Un Archivio delle Emozioni che prende vita quando un regista come Pullella compone canzoni. Autore e regista cinematografico siciliano, ha trasformato la sua ricerca visiva in un progetto musicale, con l’album TOXO. Per lui, la musica non è un prodotto da consumare in fretta, ma un archivio di emozioni da condividere. Ogni brano nasce prima come immagine, come una scena di un film, e solo dopo trova voce e melodia.

Al centro del suo processo c’è l’ukulele, che sostiene melodie delicate e testi in italiano e siciliano. Il dialetto, per Pullella, non è folklore, ma una lingua della memoria, capace di dare profondità ai suoi racconti.

TOXO è solo una parte di un catalogo più ampio, nato e cresciuto nel tempo. Non sono canzoni finite, ma opere in attesa della voce giusta, di un interprete che le completi. Pullella lavora come un curatore, conservando con cura un patrimonio di storie, pronto a condividerlo con chi sa coglierne il valore. Pur nato in un home studio, il progetto è disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme di streaming e si può ascoltare qui: https://push.fm/fl/pino-pullella-toxo-album-completo.

TOXO è l’apertura di un archivio creativo, destinato a crescere, un luogo in cui ogni canzone aspetta il momento giusto per diventare un’esperienza condivisa. Cinema e musica per lui sono un’unica ricerca. Ogni canzone è come una scena: vive nel silenzio, cresce nell’immaginazione e trova senso solo quando incontra chi la sa interpretare.

Qualche domanda all’autore è d’obbligo:

Perche l’ha chiamato TOXO? R.

Evito di descrivere i complessi significati esoterici ed essoterici del mix grafico, sarebbe troppo lungo. Dico solo che la scelta di chiamare l’album TOXO assume per me un valore straordinario legato al gatto. La toxoplasmosi diventa la metafora del contagio artistico e spirituale: un virus benigno che infetta la mente. Come il parassita toglie la paura ai topi, l’infezione di TOXO toglie a me la paura del giudizio del mondo, spingendomi a espormi autenticamente con il mio ukulele e i testi intimi. Il mio gatto sorride sornione perché sa di essere il portatore sano di questa folle infezione poetica.

I nodi del nostro animo – aggiungiamo – hanno origini antiche, si perdono nella sicilianità e come i nodi del “millenario” ulivo saraceno parlano di una sicilianitudine che nessuna distanza potrà mai sopire.

Enzo Caputo

9 Luglio 2026

Autore:

redazione


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