GIOCO D’AZZARDO ON LINE A PATTI – il legale Carmelo Occhiuto: “Dati travisati e danno alla reputazione”
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GIOCO D’AZZARDO ON LINE A PATTI – il legale Carmelo Occhiuto: “Dati travisati e danno alla reputazione”

 

Le agenzie di scommesse respingono le accuse

Mentre la notizia rimbalza anche sulla Rai “Patti è la città italiana dove si gioca di più online. Ogni abitante tra i 18 e i 74 anni ha “investito” in media 7.714 euro”; i titolari delle agenzie di scommesse Eurobet, Planetwin e Goldbet presenti sul territorio hanno infatti deciso di reagire formalmente, affidandosi all’avvocato Carmelo Occhiuto  (nella foto) per chiedere una rettifica e difendere la propria immagine professionale.

Patti, comune con i suoi 13 mila abitanti, è finita improvvisamente al centro del dibattito nazionale sul gioco online dopo la pubblicazione del “Libro Nero dell’Azzardo 2026” realizzato da Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil.

Il dossier colloca infatti la cittadina siciliana al primo posto in Italia, tra i comuni con oltre 10 mila abitanti, per intensità di gioco online. Un dato che ha immediatamente acceso polemiche, riflessioni e interrogativi sulle dimensioni del fenomeno nel territorio pattese.

Ma proprio da Patti arriva ora una dura presa di posizione da parte degli operatori del settore.

I titolari delle agenzie Eurobet, Planetwin365 e Goldbet presenti in città hanno infatti deciso di reagire formalmente alle interpretazioni emerse nel dibattito successivo alla diffusione del rapporto, affidandosi all’avvocato Carmelo Occhiuto per chiedere una rettifica e tutelare la propria immagine professionale.

“Dichiarazioni fuorvianti e fallaci”

Nel comunicato diffuso dai rappresentanti delle tre agenzie si contesta soprattutto il collegamento che, secondo gli operatori, verrebbe suggerito tra gli elevati volumi di gioco registrati a Patti e possibili fenomeni criminali o di riciclaggio.

Una lettura che i concessionari definiscono «fuorviante e fallace», sottolineando come non vi siano riferimenti a indagini giudiziarie, procedimenti ufficiali o accertamenti delle autorità competenti.

Secondo i titolari delle agenzie, il rischio è quello di generare nell’opinione pubblica l’idea che la presenza di alti volumi di raccolta possa automaticamente significare illegalità o irregolarità.

«Attribuire genericamente a un territorio e alle attività economiche che vi operano presunte funzioni di centrali di riciclaggio, senza adeguate verifiche, costituisce una rappresentazione gravemente diffamatoria», si legge nel documento firmato dai rappresentanti delle agenzie.

Il nodo: raccolta, perdite e gioco patologico

La vicenda riporta al centro un tema molto delicato che spesso nel dibattito pubblico viene affrontato in maniera semplificata: la distinzione tra raccolta complessiva del gioco, ludopatia, gioco illegale e riciclaggio di denaro.

Gli operatori ricordano infatti che il dato della “raccolta” non coincide automaticamente con il denaro perso dai giocatori.

Nel settore del gioco pubblico, spiegano, la raccolta rappresenta il volume complessivo delle giocate effettuate, somme che vengono in larga parte restituite sotto forma di vincite e successivamente rigiocate.

Per questo motivo contestano l’utilizzo improprio del concetto di “spesa pro capite”, sostenendo che possa indurre interpretazioni errate sul reale impatto economico del fenomeno.

Il sistema dei controlli

Le agenzie pattesi evidenziano inoltre come il comparto del gioco online autorizzato sia oggi uno dei settori maggiormente controllati e regolamentati in Italia.

Tutte le piattaforme legali operano infatti sotto il controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sono collegate ai sistemi informatici centrali gestiti da Sogei, società del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ogni conto gioco online viene aperto attraverso procedure obbligatorie di identificazione personale e verifica documentale tramite carta d’identità o SPID.

Le operazioni risultano interamente tracciate: versamenti, prelievi, vincite e movimentazioni finanziarie vengono monitorati attraverso sistemi automatici di controllo antiriciclaggio e segnalazione delle anomalie.

Inoltre il collegamento con l’Anagrafe Tributaria impedisce l’apertura di conti intestati a soggetti inesistenti, minorenni o deceduti.

Gli operatori ricordano anche che tutte le attività autorizzate sono soggette agli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio contenuta nel Decreto Legislativo 231/2007.

Un territorio sotto osservazione

Il caso Patti, però, continua inevitabilmente ad alimentare riflessioni più ampie sulle dinamiche sociali ed economiche che possono contribuire alla crescita del gioco online nei territori periferici.

Negli ultimi giorni il tema è stato affrontato anche da esponenti politici, osservatori sociali e giornalisti locali che hanno collegato il fenomeno alla marginalità economica, alla precarietà lavorativa, alla mancanza di prospettive occupazionali e alla fragilità sociale di parte del territorio.

Le agenzie di scommesse, tuttavia, ribadiscono di sostenere pienamente ogni attività di contrasto al gioco patologico, all’illegalità e al riciclaggio, chiedendo però che il confronto pubblico venga affrontato con maggiore precisione tecnica e senza automatismi che possano trasformare un dato statistico in un sospetto generalizzato.

Da qui la richiesta di rettifica avanzata tramite il legale Carmelo Occhiuto e la volontà di tutelare reputazione personale e attività commerciali regolarmente autorizzate dallo Stato.

Perché, sostengono gli operatori, una cosa è discutere dell’impatto sociale dell’azzardo e delle necessarie politiche di prevenzione, altra è lasciare intendere che il volume del gioco legale possa costituire di per sé un indizio di criminalità.

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Autore:

redazione


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