GIOIOSA MAREA – Gli “Elimi” tornano a danzare
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GIOIOSA MAREA – Gli “Elimi” tornano a danzare

rinasce un pezzo di storia e di identità siciliana

Non è stata la presentazione di un semplice gruppo folkloristico. È stato il ritorno a casa di una comunità.

Un abbraccio tra passato e futuro, tra chi c’era cinquant’anni fa e chi oggi raccoglie il testimone per continuare a raccontare l’anima più autentica di Gioiosa Marea.

C’erano gli occhi lucidi di chi ha rivisto una parte della propria giovinezza. C’erano gli abbracci tra amici che il tempo non è mai riuscito a dividere. C’erano i ricordi di chi non c’è più, ma continua a vivere nelle note di una tarantella, nei colori di un costume tradizionale, nel battito di mani che accompagna una danza popolare. La rinascita degli “Elimi” è molto più della ricostituzione di un gruppo folk.

È il recupero di una memoria collettiva.

È la consapevolezza che un paese perde il proprio futuro quando dimentica le proprie radici. Nella Sala Consiliare del Comune di Gioiosa Marea, l’Associazione San Giorgio I Cavalieri ha ufficializzato il ritorno di uno dei simboli della cultura popolare locale, inserendolo all’interno di un progetto più ampio dedicato alla valorizzazione delle tradizioni e dell’identità siciliana.

Il nome scelto non è casuale. Gli Elimi, antico popolo della Sicilia occidentale che abitò l’isola tra il IX e il I secolo avanti Cristo, rappresentano ancora oggi il simbolo di una civiltà capace di custodire le proprie origini e trasformarle in identità. Ed è proprio questo il messaggio che il gruppo volle e vuole trasmettere. Un nome che Gianni Molica Colella tirò fuori da una magica intuzione in un ambito dove già imperavano i Gruppi dei “Peloritani” e dei “Nebrodi”.

Una storia iniziata nel 1974

A raccontarne la nascita è stato Gianni Molica Colella, anima storica del progetto. Con emozione ha ripercorso il 1974, quando insieme a Mariano Vento e al compianto Nenè Scardino prese forma il primo gruppo folkloristico gioiosano che negli anni avrebbe contribuito a diffondere musiche, balli e tradizioni popolari ben oltre i confini di Gioiosa Marea. Un gruppo che si esibiva, nelle sue prima uscite, anche quelle settimanali, d’estate, nell’arena del villaggio Calvaà,  con un constume semplicissimo dove dominava il bianco ed il rosso, senza fronzoli nè balze, in attesa di quelli che poi arrivarono, sontusi e ricamati.

Oggi quello stesso progetto torna a vivere con uno spirito rinnovato ma con identici valori. «Non vogliamo soltanto esibirci – è stato il messaggio lanciato durante l’incontro –. Vogliamo recuperare testimonianze, musiche, costumi e racconti della cultura popolare gioiosana perché rappresentano la nostra storia.»

Il presidente dell’Associazione Antonino Molica Colella ha inserito la rinascita degli Elimi all’interno del progetto “Ritorno alle Radici”, un percorso culturale destinato a valorizzare il patrimonio immateriale della comunità. L’obiettivo è chiaro: trasformare il folklore da semplice spettacolo a strumento di promozione culturale, turistica e identitaria.

Perché custodire una tradizione significa custodire la memoria di un popolo.

Il sindaco Giusi La Galia ha evidenziato su come «Le attività delle associazioni rappresentano una risorsa fondamentale per la comunità e contribuiscono a promuovere il territorio anche oltre i confini locali».

“Non è una nuova avventura, è un ritorno a casa”

Tra gli interventi più intensi quello di Salvatore Vito, uno dei protagonisti storici – allora giovanissimo – degli Elimi. Le sue parole hanno raccontato molto più di un gruppo folkloristico.

«Questa non è una nuova avventura. È un ritorno alle origini.» Una frase semplice, ma capace di racchiudere mezzo secolo di storia. Vito ha ricordato come gli Elimi abbiano rappresentato una vera scuola di vita, un luogo dove si imparava a ballare, certo, ma soprattutto a stare insieme, condividere valori, costruire amicizie destinate a durare una vita. Il folklore, in fondo, era anche questo. Una famiglia.

Salvatore ha anche ricordato l’orchestra, capitanata ora da Giovanni Maggio, che vanta esperienze nel campo della musica e del canto folk popolare (ricordando anche  Giorgio Costantino al friscalettu, José Calamunci alla fisarmonica e Peppuccio Vento chitarra e mandolino).

Un luogo dove ragazzi provenienti da esperienze diverse crescevano insieme, imparando ad amare la propria terra.

Uno dei momenti più toccanti è stato il ricordo degli amici che oggi non sono più presenti fisicamente, ma che continuano ad accompagnare idealmente il cammino del gruppo. Sono stati ricordati con commozione Mariano, Marcello , Roberto , Mario  e Maria Rosaria. Un lungo applauso ha unito la sala nel segno della gratitudine verso chi ha contribuito a scrivere questa straordinaria pagina di storia gioiosana., ma importante la presnenza\testimonianza di chi c’era al tempo come ( e ne dimentichiamo certamente molti, e di questo chiediamo scusa) Pina Gennaro, Daniela Spinella, Maria Grazia Natoli, Paola e Marietta Scaffidi, Giusy Davì, Mariella Laurà, Carmelita Sidoti, Daniela Spinella, Maricetta Scirocco, Michele Sidoti, Saro Cambria, Maria Grazia Natoli, Ivana Zodda, Lalla e Anna Natoli, Adriana Pizzino, Giusi Mancari, Tina Marinaro, Ciccio Calega, Elena Miragliotta (sorella di Alfonsina), Carmen Arena, Katia Nastasi, Peppuccio Mollica, e Giuliana Scaffidi oltre a Milena Sidoti.

A rendere ancora più significativa la giornata è stata la presenza di tanti ex componenti degli Elimi.

Molti hanno percorso centinaia di chilometri pur di essere presenti. Tra loro anche Rosalba, ringraziata pubblicamente da tutti per aver voluto condividere questo momento così speciale. Una presenza che testimonia quanto profondo sia rimasto il legame con quell’esperienza giovanile.

Per molti gli Elimi non sono mai finiti. Sono rimasti dentro il cuore.

Il grazie al gruppo Meliuso

Nel suo intervento Salvatore Vito ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento anche al gruppo storico Meliuso, che negli ultimi anni ha consentito a molti ex Elimi di continuare a vivere e promuovere il folklore siciliano. Un gesto di riconoscenza che conferma come il mondo del folklore non conosca rivalità, ma sia una grande famiglia accomunata dall’amore per le tradizioni popolari.

Gli Elimi erano già tornati sul palco pochi giorni fa, in occasione della manifestazione Limunaria a Capo d’Orlando e alla sagra della ciliegia a Montagnareale. Una sorta di anteprima ufficiosa. È stato soltanto il primo passo. Adesso comincia una nuova storia.

Una storia che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Perché, come è stato ricordato durante la presentazione, “il folklore non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco.”

È forse questa la frase che meglio racconta la rinascita degli Elimi. Non un’operazione nostalgia. Non il tentativo di rivivere ciò che è stato. Ma la volontà di consegnare alle nuove generazioni un patrimonio fatto di canti, danze, costumi, dialetti, sorrisi e senso di appartenenza. Perché una comunità continua a vivere finché riesce a riconoscersi nella propria storia.

E da oggi, a Gioiosa Marea, quella storia ha ricominciato a danzare.

5 Luglio 2026

Autore:

redazione


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