Anche il mondo della scuola messinese interviene sul clamoroso furto al Museo Regionale che ha colpito il patrimonio artistico della città.
Il provveditore agli Studi di Messina, Leon Zingales, affida a una nota un messaggio che va oltre la condanna del gesto criminale, richiamando studenti, famiglie e docenti al valore della memoria, della legalità e della tutela dei beni culturali. «Il cuore della città di Messina è stato ferito», scrive Zingales, sottolineando come le opere di Antonello rappresentino non soltanto un patrimonio artistico, ma una parte profonda dell’identità collettiva.
Il cuore della città di Messina è stato ferito.
La notizia del furto che ha colpito il nostro Museo Regionale, sottraendo tesori inestimabili di Antonello da Messina, non è solo una cronaca di reato. È uno strappo nel tessuto della nostra memoria collettiva. Le opere di Antonello non sono semplici tele: sono il volto stesso della nostra Bellezza, il respiro della nostra Cultura, il legame indissolubile tra il passato e l’avvenire dei nostri giovani.
Come Provveditore agli Studi, faccio appello al senso civico di ogni cittadino. La scuola, in questi momenti, deve essere il presidio della legalità e della tutela del patrimonio comune. Chiedo ai nostri studenti, alle famiglie, ai docenti, di trasformare l’indignazione in una rinnovata consapevolezza: difendere la nostra arte significa difendere la nostra stessa anima.
Confido nel lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, certo che la città saprà reagire con la dignità e la forza che la contraddistinguono. Perché la Bellezza di Antonello possa tornare presto a risplendere nel luogo che le appartiene, testimone eterna della grandezza di Messina.







