LUCIO MELITA ACCENDE IL DIBATTITO – Patti e i numeri che fanno paura. Il punto dopo l’analisi di MessinaToday
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LUCIO MELITA ACCENDE IL DIBATTITO – Patti e i numeri che fanno paura. Il punto dopo l’analisi di MessinaToday

Lucio Melita rilancia un’analisi economica su MessinaToday e pone una domanda semplice: perché nessuno smentisce questi dati?  Scoppia il dibattito sui social, con l’assessore Sidoti, Natalino Gangemi e un confronto che merita di uscire da Facebook

C’è un modo sicuro per capire se una comunità sta bene: guardarla reagire quando qualcuno le mostra uno specchio scomodo. Se si guarda, discute e cerca risposte, è viva. Se distoglie lo sguardo, o si limita a criticare la qualità dello specchio, è un problema.  A Patti, nei giorni scorsi, uno specchio è stato mostrato. La reazione è stata, diciamolo, mista.

Il post di Melita e la domanda che brucia

Lucio Melita — osservatore attento della vita pattese, che si definisce estraneo alle dinamiche elettorali future ma non per questo assente dal dibattito pubblico — ha condiviso sui social un articolo pubblicato su MessinaToday che tracciava un quadro economico e demografico tutt’altro che rassicurante della città: 12.780 abitanti nel 2024, 82 nati contro 178 morti, un PIL pro capite di circa 14.500 euro sotto la media siciliana, un bilancio comunale che regge grazie ai trasferimenti statali più che alla propria capacità fiscale, e un PNRR con oltre 2,3 milioni di euro di lavori ancora fermi in griglia [anche se i dati non sono aggiornatissimi. ndr].

Melita non ha commentato i dati con l’indignazione del fustigatore né con la sicumera di chi ha già le soluzioni.

Ha fatto qualcosa di più difficile: ha posto una domanda semplice e umana.

«Vedrai che domani qualcuno smentirà questi numeri» — ha scritto — «e invece… silenzio. Sono passati giorni e nessuno ha detto nulla. Nessuno ha corretto, nessuno ha spiegato, nessuno ha rassicurato. E allora devo  che quei dati siano veri. E questa è la cosa che mi fa più male».

Un post che non accusa nessuno, non schiera nessuno, non chiede vendette politiche. Chiede solo di parlarne. Di capire. Di non restare zitti davanti a numeri che, se veri, fotografano una città in contrazione.

«Il silenzio — ha scritto — fa più paura dei numeri. Sembra dirci che ci siamo arresi».

L’assessore Sidoti risponde: errori nell’articolo e PNRR in regola

Il silenzio non è durato. Il primo a rompere il ghiaccio in modo strutturato è stato l’assessore Salvatore Sidoti, figura sempre più centrale nella giunta Bonsignore e che potrebbe esserne la continuità, con un intervento misurato ma diretto.

Sidoti ha chiarito subito la sua posizione: se nessuno aveva risposto all’articolo di MessinaToday, non era per imbarazzo davanti ai dati, ma perché l’articolo conteneva «errori evidenti e letture molto discutibili» — a partire da un dettaglio banale ma significativo, la professione attribuita al sindaco Bonsignore, indicato come medico quando non lo è. Un errore di fatto che, secondo l’assessore, mette in dubbio la credibilità dell’intera analisi.

Con una battuta ha aggiunto che «certi numeri sembrano un po’ alterati, quasi quanto la foto pubblicata» — riferendosi a quella che ritiene un’immagine del sindaco generata dall’intelligenza artificiale che non gli assomigliava nemmeno lontanamente.

Sul merito dei dati più rilevanti, Sidoti ha poi rivendicato con nettezza: «Tutti i monitoraggi PNRR sono in regola. Il Comune ha già incassato somme importanti legate all’avanzamento dei finanziamenti ottenuti». E ha ricordato che questa amministrazione ha ereditato un ente «sull’orlo del dissesto» e lo ha rimesso in piedi, introducendo strumenti di trasparenza come il Bilancio POP — un documento che traduce i numeri del bilancio in linguaggio accessibile ai cittadini — e un portale comunale rinnovato.

«Il silenzio non era imbarazzo — ha concluso — era semplicemente la scelta di non dare centralità a una ricostruzione che, per errori e impostazione, non lo meritava».

Altri commenti…

Se Sidoti ha risposto da assessore, c’è chi ha risposto da cittadino . C’è chi ha scritto  elencando le imprecisioni dell’articolo con una certa gioia: il sindaco «medico che nessuno ha mai visto in corsia», lo stipendio «lievitato come il pane» rispetto alla realtà, la foto generata dall’IA, il palazzo comunale che nell’immagine non era nemmeno quello di Patti. «Un capolavoro di approssimazione» — hanno scritto — «per usare un eufemismo molto generoso».

Altri come Gangemi, spostando il tiro, hanno anche riconosciuto che la situazione economica del Comune ha radici profonde e che il lavoro dell’attuale amministrazione nel scongiurare il dissesto è stato reale e concreto.

Il punto su cui Sidoti e Melita divergono è metodologico: secondo il primo un articolo così pieno di errori non meritava risposta perché rispondergli avrebbe significato regalare visibilità a chi non la merita. Secondo Melita, invece, ignorare i dati — anche se pubblicati male — non li rende meno reali.

Melita non cede: «La forma non cancella la sostanza»

Di fronte alle critiche all’articolo, Melita ha tenuto il punto con la pazienza di chi sa di non stare combattendo per un testo ma per un principio.

«Il mio post non nasceva per difendere l’articolo» — ha chiarito — «ma per sottolineare che certi dati meritano attenzione, indipendentemente da chi li ha pubblicati e da come». E ha elencato i numeri che lo preoccupano: PIL pro capite sotto la media siciliana, saldo demografico profondamente negativo, indicatori economici che segnalano fragilità strutturali.

«Se questi dati sono falsi — ha scritto — allora nell’interesse della città sarebbe stato opportuno smentirli formalmente. Se sono veri, meritano una riflessione pubblica, non un’alzata di spalle».

La sua domanda finale è rimasta invariata, semplice e legittima: «Quali sono i dati veri? E quali azioni possiamo mettere in campo, insieme, per migliorarli?»

Il vero problema: lo specchio, non chi lo regge

Al netto delle scaramucce sulla qualità giornalistica dell’articolo originale – l’autore sta stilando una serie di articolo che parlano delle problematiche in molti comuni a partire da Brolo, dove il sindaco ha pubblicamente replicato… –  il dibattito innescato da Melita ha avuto il merito di portare in superficie una questione che Patti tende a rimuovere: la città sta perdendo abitanti, ricchezza relativa e giovani. Non è colpa di nessuna amministrazione in particolare. È il prodotto di politiche nazionali e regionali miopi, di un territorio periferico che sconta decenni di abbandono infrastrutturale e di dinamiche demografiche che investono l’intero Mezzogiorno.

Ma ignorarle — o peggio, discutere di chi ha fatto la foto sbagliata invece di guardare cosa mostra lo specchio — non aiuta nessuno. Tantomeno Patti.

Melita ha chiuso con una promessa e una speranza: se il confronto scivola in polemica sterile, preferisce fermarsi. «La città merita un confronto serio, non un botta e risposta fine a sé stesso».

Difficile dargli torto.

18 Maggio 2026

Autore:

redazione


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