NOTTURNO D’AUTORE 2026 – Buona la prima: il mare, i pescatori e le emozioni di una serata che ha già fatto storia
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NOTTURNO D’AUTORE 2026 – Buona la prima: il mare, i pescatori e le emozioni di una serata che ha già fatto storia

L’XI edizione si apre sulla Terrazza Sestante di Capo d’Orlando Marina con Antonio Puglisi e il suo “In balìa di ciò che resta”.

Una storia vera, un pubblico numeroso e un autore, emozionato, senza parole davanti alle suggestioni della serata

Ci sono serate in cui un festival letterario smette di essere un evento e diventa qualcosa d’altro. Un momento in cui la letteratura e la vita si sfiorano così da vicino da confondersi. La prima serata dell’XI edizione di Notturno d’Autore — andata in scena ieri,  il 28 giugno, sulla Terrazza Sestante di Capo d’Orlando Marina — è stata esattamente questo.

«Non ho parole per descrivere le forti emozioni vissute» ha scritto a serata conclusa Antonio Puglisi, l’autore protagonista dell’appuntamento inaugurale. Una frase sola, che dice tutto.

Il libro: una storia vera sul fondo del mare

Al centro della serata il nuovo libro di Puglisi, In balìa di ciò che resta. Una storia vera. pubblicato da La Bussola, che racconta la drammatica vicenda a lieto fine dei pescatori, amici e cognati orlandini Pippo Caruso e Basilio Mentesana, avvenuta ventisei anni fa.

I due protagonisti erano presenti in sala, seduti l’uno accanto all’altro — e la loro presenza ha trasformato la presentazione in qualcosa di raro: non una serata su un libro, ma un incontro con la storia vera che quel libro racconta che ha unito famiglie, amici, comunità.

La vicenda affronta temi universali come il trascorrere del tempo, la nostalgia, il peso dei ricordi. L’amore e la famiglia e il rapporto con il mare, elemento vivo e costante dell’intera narrazione anche quando questa si sposta nell’intimità delle abitazioni dei protagonisti, nei dialoghi tra una madre ed una figlia nel dramma di trovare le parole per narrare una tragedia, poi fortunatamente non definita. Il mare di Puglisi non è soltanto un elemento naturale ma un simbolo potente dell’esistenza: imprevedibile, affascinante, talvolta crudele, sempre capace di mettere l’uomo di fronte alla misura della propria fragilità.

Tra silenzi densi, dialoghi serrati e riflessioni quotidiane, il lettore viene trasportato in una dimensione sospesa, dove il tempo sembra seguire esclusivamente il ritmo delle onde. Il titolo lo dice già, in tre versi asciutti: «Il mare, le reti, il silenzio. In balìa di chi resta». E molto rotea come dice l’autore su quel “balia” nel suo significato di essere consegnati a ciò che è rimasto, senza più controllo, cercando di convivere con le conseguenze, i ricordi o ciò che sopravvive dopo un evento

Il dialogo con Federico Miragliotta

A guidare la conversazione con Puglisi è stato Federico Miragliotta, in un dialogo che ha saputo entrare nel libro senza schiacciarlo, lasciando spazio alle voci di chi quella storia l’ha vissuta davvero. Basilio Mentesana e Pippo Caruso hanno portato sul palco la loro presenza silenziosa e potente — quella di chi non ha bisogno di aggiungere molto, perché è la loro vita stessa a parlare.

Gli onori di casa: Lucia Franchina e il palco istituzionale

Lucia Franchina, patron e anima di Notturno d’Autore, ha aperto la serata con i saluti inaugurali, chiamando accanto a sé una rappresentanza istituzionale che testimonia il radicamento e il riconoscimento del festival sul territorio. Erano presenti Mauro Cappotto, delegato alla Cultura del Comune di Ficarra, e Dora Damiano, assessora/delegata alla Cultura del Comune di Sant’Agata di Militello, ente partner storico della rassegna.

Erano presenti Carlo Sapone e Francesca Pietropaolo suoi compagni di viaggio, insieme a Giuseppe Mangano, presidente del Consiglio di Amministrazione della struttura che ha ospitato la serata. Per il Comune di Capo d’Orlando erano presenti il presidente del Consiglio Christian Giarotto e l’assessore alla Cultura Giacomo Miracola.

La stessa Franchina ha voluto rivolgere un riconoscimento pubblico a Nuccio Ricciardello, presente tra il pubblico, per quanto ha fatto nel corso degli anni per promuovere istituzionalmente il Festival. Un gesto che dice molto sul carattere di Notturno d’Autore: una rassegna che non dimentica chi l’ha sostenuta.

I ringraziamenti si sono estesi anche agli assessori regionali Scarpinato e Amata, che hanno patrocinato l’evento, insieme al Parco dei nebrodi, con il loro contributo istituzionale.

Una serata piena, attenta, partecipata

Il pubblico della Terrazza Sestante ha seguito la presentazione con attenzione e pathos — due parole che non sempre si trovano insieme in una serata letteraria estiva. Il libro di Puglisi, profondamente radicato nella cultura mediterranea ma capace di parlare a tutti, ha trovato in questa cornice affacciata sul mare la sua ambientazione naturale.  Ultima nota i ricordi sottolineati dagli applausi per Sergio Granata, giovane giornalista che al tempo seguì la vicenda e Tano Cuva, anche lui scomparso che ha da sempre interpretato e dato voce all’orlandinità

«Buona la prima» — si può dire senza retorica. Il cartellone definitivo dell’XI edizione di Notturno d’Autore sarà ufficializzato nelle prossime settimane. Dopo questa apertura, l’attesa è già alta.

 

29 Giugno 2026

Autore:

redazione


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