Questa una lettera tipo.
Gentile Sig. Prefetto,
Mi chiamo Alessio Bergamo, sono docente di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, nonché regista di teatro. Ho lavorato molto all’estero in particolare in Russia. In Italia ho circa una ventina di pubblicazioni scientifiche. Ho 49 anni e vivo a Roma. Ho amici a Messina, ci vengo spesso.
Le scrivo per dirle che la politica di intimidazione che conducete sugli occupanti del teatro Pinelli è assolutamente sbagliata.
Le scrivo per dirle che la politica di intimidazione che conducete sugli occupanti del teatro Pinelli è assolutamente sbagliata.
Sbagliata per il bene della città. Il teatro non è un edificio. Pensare al “teatro” solo come ad uno spazio, ad una proprietà, ad una struttura edilizia è sbagliato. Il teatro è sempre UN GRUPPO DI PERSONE. Quando non è un gruppo di persone è qualcosa di noioso dove andare a mostrare i vestiti. E una cosa che non interessa nessuno, se non chi ha vestiti da mostrare.
Ora, in una città che ha problemi grossi, il fatto che un gruppo di giovani si sia mosso per occupare e far vivere un edificio trasformandolo in un TEATRO è un colpo di fortuna che chi ha a cuore il bene della città, la sua vitalità mentale, la sua coesione civica, deve assolutamente tutelare, a prescindere dai suoi gusti teatrali, dalle sue opinioni politiche, o da interessi proprietari (che peraltro non mi paiono pulitissimi, a quanto riesco a capire – come fa un ente a mangiarsi una 70 di milioni e a non ristrutturare gli spazio che gli sono stati affidati?-).
Insomma, signor Prefetto, incoraggi quell’occupazione, piuttosto di reprimerla. Pensi che chi la sta facendo sta facendo del bene alla città. Pensi che i teatranti vivono di poco e niente e che spaventarli è facile (basta mettere multe da 10.000 euro e la battaglia è vinta), ma che farli esistere è moooooooolto, mooooolto più difficile. Pensi che tristezza una città senza gente che cerca di ragionare creativamente sulla sua esistenza. Pensi.
E ripensi la sua politica nei loro confronti, che francamente mi pare scellerata.
Con gli auguri di ogni bene.
Alessio Bergamo
Ora, in una città che ha problemi grossi, il fatto che un gruppo di giovani si sia mosso per occupare e far vivere un edificio trasformandolo in un TEATRO è un colpo di fortuna che chi ha a cuore il bene della città, la sua vitalità mentale, la sua coesione civica, deve assolutamente tutelare, a prescindere dai suoi gusti teatrali, dalle sue opinioni politiche, o da interessi proprietari (che peraltro non mi paiono pulitissimi, a quanto riesco a capire – come fa un ente a mangiarsi una 70 di milioni e a non ristrutturare gli spazio che gli sono stati affidati?-).
Insomma, signor Prefetto, incoraggi quell’occupazione, piuttosto di reprimerla. Pensi che chi la sta facendo sta facendo del bene alla città. Pensi che i teatranti vivono di poco e niente e che spaventarli è facile (basta mettere multe da 10.000 euro e la battaglia è vinta), ma che farli esistere è moooooooolto, mooooolto più difficile. Pensi che tristezza una città senza gente che cerca di ragionare creativamente sulla sua esistenza. Pensi.
E ripensi la sua politica nei loro confronti, che francamente mi pare scellerata.
Con gli auguri di ogni bene.
Alessio Bergamo



