RITA ATRIA – Verità e giustizia: a 34 anni dalla scomparsa, l’appello dell’Associazione per riaprire le indagini e rompere il silenzio
Cronaca, Cronaca Regionale, Fotonotizie, In evidenza

RITA ATRIA – Verità e giustizia: a 34 anni dalla scomparsa, l’appello dell’Associazione per riaprire le indagini e rompere il silenzio

La battaglia legale e il libro inchiesta

«Questo non è un comunicato stampa. Questo non è l’invito a una celebrazione. Questo è l’appello per chiamare tutte e tutti alla richiesta di verità e giustizia per cui ci impegniamo da 34 anni per Rita Atria». Inizia così la ferma e accorata denuncia dell’Associazione Antimafie “Rita Atria”, che a oltre tre decenni da quei tragici giorni del luglio 1992 torna a scuotere le coscienze, rifiutando la retorica della mera commozione e pretendendo risposte chiare dalle istituzioni.

La memoria attiva, sottolinea l’Associazione, fa i conti ogni giorno con un esercizio scomodo, ostacolato dall’indifferenza e da veri e propri silenzi istituzionali, politici e antimafiosi. Parlare di Rita Atria significa assumersi la responsabilità di non lasciarla morire una seconda volta nel disinteresse generale.

Un impegno concreto che nel 2022 ha visto l’avvocato Goffredo D’Antona, a nome dell’Associazione e della sorella Anna Maria Atria, depositare un esposto formale alla Procura con la richiesta di riapertura delle indagini sulla morte della giovane testimone di giustizia. A quell’atto sono seguite nel tempo integrazioni, relazioni e nuove perizie che sollevano dubbi, ricostruiscono punti controversi e svelano incongruenze capaci di delineare nuovi e inquietanti scenari.

Tali approfondimenti sono stati raccolti nel libro inchiesta “Rita Atria, la settima vittima di Via d’Amelio”, firmato dalla vicepresidente dell’Associazione Nadia Furnari e dalla giornalista Giovanna Cucè (Edizioni Mesogea Culture Mediterranee). Un lavoro nato per rimettere in fila i tasselli di una storia in cui molti, nel 1992, hanno cercato di nascondere i reali intrecci, spegnendo la voce di una testimone lucida e scomoda.

L’appello alla Procura di Roma e il “silenzio assordante”

Ad oggi, dalla Procura di Roma si leva ancora un «silenzio assordante» che l’Associazione definisce inaccettabile, così come non si può più tollerare che una parte del mondo politico e civile finga che il libro d’inchiesta non esista, riducendo la figura di Rita a una «povera ragazza affrannata dal dolore» anziché riconoscerla per quella che è stata: una ribelle consapevole e una testimone coraggiosa.

Da qui la richiesta perentoria: fare luce senza ulteriori ritardi, pretendendo che chi ha visto e taciuto trovi un rigurgito di dignità. Rita Atria non era solo una ragazza di 17 anni che aveva scelto di denunciare la mafia, ma una voce che ha lasciato una traccia fondamentale contro le connivenze e quell’“area grigia” che permette ai poteri mafiosi di proliferare.

L’appello si rivolge direttamente anche al Comune di Roma, affinché accolga finalmente la richiesta di conferire la cittadinanza onoraria a Rita Atria e provveda a intitolare l’area verde in Viale Amelia a “Giardino Rita Atria – Testimone di giustizia e vittima innocente della mafia (1974–1992)”.

L’invito a cittadini, associazioni e istituzioni è quello di non limitarsi a una sterile commemorazione della “picciridda”, ma di unire le voci per pretendere una verità scomoda e collettiva. Perché, come ricorda l’Associazione citando le parole di Pippo Fava e riprendendo il monito che guida il loro impegno quotidiano:

«Senza scappare, senza tradire, senza corruzioni, o sottomissioni. A testa alta. Orgogliosamente. La verità vive».

27 Luglio 2026

Autore:

redazione


Ti preghiamo di disattivare AdBlock o aggiungere il sito in whitelist