L’ANALISI – Vivere il nostro tempo
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L’ANALISI – Vivere il nostro tempo

 di Giovanni Frazzica*

Il mantra che ripetono con sempre maggiore insistenza gli scienziati a proposito del clima è che “abbiamo un solo Pianeta”, ma parimenti si può aggiungere che abbiamo anche un “solo Tempo”, quello presente, che probabilmente non piace molto, ma va vissuto comunque, intensamente.

Le trasformazioni epocali creano sempre disagi e sconvolgimenti degli equilibri preesistenti, ma poi i momenti difficili vengono superati e per fortuna l’umanità fa sempre qualche passo in avanti. Pensiamo a quello che viene considerato un periodo storico negativo per antonomasia, il cosiddetto “basso impero”, caratterizzato dalla fine dell’impero romano d’occidente e dalla incoronazione del barbaro Odoacre quale primo Re d’Italia.

Ebbene va detto, per chi non lo sapesse, o per chi non lo ricorda, che anche Odoacre fece qualcosa di buono, fece una “patrimoniale”: il salgamum, strumento che consisteva nella suddivisione delle villae dei ricchi latifondisti in tre parti: il proprietario aveva diritto di scelta per la parte di suo uso, i capi militari sceglievano quella che serviva per l’acquartieramento e l’ultima era destinata ai coloni che mantenevano Germani e Romani. In generale si ebbe un trasferimento di competenze tra i militari, lasciando ai latini la possibilità di mantenere l’esercizio delle cariche minori e la professione libera del cristianesimo.

Ma ciò che va evidenziato è che la forza morale e culturale del cristianesimo riuscì ad assorbire e ad amalgamare tutte le spinte che derivavano dalle diverse invasioni barbariche ed a creare un tessuto omogeneo di civiltà che aveva la Chiesa come collante. Si potrebbe pensare che se i cristiani dell’epoca convissero con Odoacre & C., mentre i liberal e i democristiani di oggi dovrebbero cercare di sopravvivere a Vannacci, consapevoli del fatto che un giorno anche di lui qualcuno potrebbe dire che ha fatto qualcosa di buono. Ma sono le mitiche e leggendarie forze di Centro, Democrazia Cristiana in testa, che in questa fase politica, difficile quanto si voglia, devono incominciare, anzi affrettarsi, a fare qualcosa di buono. Non si può immaginare di dire “passo” in questa partita, sperando di avere carte migliori in quella successiva, dopo le carte potrebbero anche uscire peggiori o non essere più distribuite con le tradizionali modalità. Giorgia Meloni afferma che l’idea di un Presidente della Repubblica di destra non è più un tabù.

E questo è un ulteriore segnale che si aggiunge ai tanti movimenti, più o meno riusciti, tendenti a scardinare l’assetto istituzionale del Paese per creare diverse piattaforme per la rimodulazione del potere (Autonomia differenziata, remigrazione, separazione delle carriere, presidenzialismo etc.) che non danno certezza di miglioramento per le condizioni generali di benessere a cui i cittadini aspirano. Le elezioni normalmente si fanno ogni cinque anni, ma la politica si deve fare ogni giorno, ecco quindi cosa deve fare la DC, insieme alle altre forze di Centro, se vuole evitare una pericolosa deriva autoritaria nel Paese di cui si incominciano a intravvedere i primi sintomi: deve fare POLITICA, ogni giorno, affrontando i temi reali che riguardano il popolo (lavoro, sanità, trasporti, scuola, ricerca, diseguaglianze, ambiente, sviluppo etc.), parlando costantemente con la gente. All’inizio può sembrare un esercizio difficile e faticoso, ma con i primi risultati si può sviluppare il moltiplicatore dell’entusiasmo che può portare al successo. Non si deve infatti dimenticare che la DC è sempre stata dalla parte giusta della Storia ed ha perseguito e persegue obiettivi tendenti al miglioramento della governabilità ed al consolidamento della Democrazia, la certezza di essere sulla strada giusta non costringe il Partito dello Scudo Crociato a servirsi di effetti speciali per farsi notare, gli impone invece di sviluppare quotidianamente un paziente dialogo porta a porta con un elettorato che fino ad ora non è stato adeguatamente attenzionato.

* Segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Messina

30 Giugno 2026

Autore:

redazione


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