OLTRE UN SEMPLICE VIAGGIO – Chiesa e Pace
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OLTRE UN SEMPLICE VIAGGIO – Chiesa e Pace

di Giovanni Frazzica

da Lampedusa si rilancia con forza il suo messaggio di Pace e Fraternità a tutto il mondo

La irrisolta questione dello Stretto di Hormuz, fa riscoprire Huig van Groot, filosofo, giurista e umanista olandese, considerato il padre fondatore del diritto internazionale moderno.

Nella sua opera Mare liberum (1609), ha sostenuto che le acque internazionali non devono appartenere ad alcuno Stato, ponendo le basi per il diritto marittimo moderno. Nel 1625 Huig van Groot ha però pubblicato un altro scritto, ”De iure belli ac pacis”, dove sosteneva che uno Stato che organizza la società mediante il diritto può essere fondato anche “se Dio non esistesse”, offrendo, indirettamente, alle scienze la possibilità di fondarsi senza la legittimazione della religione. Oggi viviamo tempi diversi e certamente si comprende che la costruzione della pace ha bisogno di tanti elementi, non ultimo quel contributo che possono dare le religioni, che tante volte è stato utile e che oggi potrebbe risultare determinante per facilitare la chiusura dei più gravi conflitti attualmente in corso. Ed il tema “Pace-Religione” oggi appare indiscutibilmente centrale nell’Agenda politica internazionale, anche se Papa Leone XIV, massima espressione di quella Chiesa che da sempre vuole seriamente la Pace, non siede al tavolo dei potenti della terra. Ma noi sappiamo che la Chiesa, nel tempo, ha fatto grandi passi in avanti, ha abbandonato le seduzioni del potere temporale ed ha abbracciato convintamente le istanze dei più deboli,  quelle dei popoli oppressi dallo sfruttamento finanziario, delle donne discriminate e dei giovani disorientati, che vede la necessità di controllare le trasformazioni dall’intelligenza Artificiale e soprattutto ascolta la domanda di Pace che arriva ogni giorno da tante parti di un mondo devastato da decine di sanguinosi conflitti. Con la sua enciclica “Magnifica Humanitas”Leone XIV prosegue con determinazione nel solco già tracciato da Papa Francesco e, occorre sottolineare, che il suo è un cammino coraggioso e importante e le ostilità nei suoi confronti e contro la linea della Chiesa di Roma si appalesano con diverse modalità.  Agatino Cariola, dalle colonne de La Sicilia, segnala un’intervista recente a “Repubblica” dello storico Agostino Giovagnoli che ha mostrato come l’insistenza dei lefebvriani ad ordinare nuovi vescovi non sia solo un fatto interno alla Chiesa, ma un vero e proprio fatto politico, perché offre aimovimenti nazionalisti e razzisti dell’Occidente – dagli Stati Uniti all’Europa – il mito del fondamentalismo religioso, quella convinzione del “Gott mit uns”, del “Dio che sta dalla nostra parte, che tanti danni ha provocato e continua a produrrenella storia dell’uomo. Sostiene Giovagnoli che chi oggi pretende di utilizzare il latino nelle preghiere (le quali per questo non valgono di più) non è solo fuori dal tempo e non dimentica solo David che scriveva versi in ebraico o San Paolo che parlava in greco: fa un’operazione molto diversa e pericolosa, perché riduce l’esperienza religiosa ad un fatto magico, composto di parole incomprensibili e di oggetti di culto feticistico. Ma una religione-magia non fa persone libere, le rende schiave di riti, pronte a prostrarsi al primo demagogo. Le scene che provengono da Washington sono esemplari del tentativo di utilizzare la religione come strumento non di emancipazione, ma di servilismo al potente di turnoche pretende di assumere anche ruolo religioso.

Per questo, può sembrare un’illazione, ma proprio per la sequenza temporale di certe affermazioni del presidente USA in risposta agli appelli per la Pace del Papa, si potrebbe supporre un “collegamento” tra Washington ed Ecône: un subdolo tentativo di delegittimare l’attività della Chiesa cattolica con un’alternativa costruita al suo interno. Tuttavia, Papa Prevost, incurante di questa manovra, da Lampedusa rilancia con forza il suo messaggio di Pace e Fraternità a tutto il mondo.

La irrisolta questione dello Stretto di Hormuz, fa riscoprire Huig van Groot, filosofo, giurista e umanista olandese, considerato il padre fondatore del diritto internazionale moderno. Nella sua opera Mare liberum (1609), ha sostenuto che le acque internazionali non devono appartenere ad alcuno Stato, ponendo le basi per il diritto marittimo moderno. Nel 1625 Huig van Groot ha però pubblicato un altro scritto, ”De iure belli ac pacis”, dove sosteneva che uno Stato che organizza la società mediante il diritto può essere fondato anche “se Dio non esistesse”, offrendo, indirettamente, alle scienze la possibilità di fondarsi senza la legittimazione della religione. Oggi viviamo tempi diversi e certamente si comprende che la costruzione della pace ha bisogno di tanti elementi, non ultimo quel contributo che possono dare le religioni, che tante volte è stato utile e che oggi potrebbe risultare determinante per facilitare la chiusura dei più gravi conflitti attualmente in corso. Ed il tema “Pace-Religione” oggi appare indiscutibilmente centrale nell’Agenda politica internazionale, anche se Papa Leone XIV, massima espressione di quella Chiesa che da sempre vuole seriamente la Pace, non siede al tavolo dei potenti della terra. Ma noi sappiamo che la Chiesa, nel tempo, ha fatto grandi passi in avanti, ha abbandonato le seduzioni del potere temporale ed ha abbracciato convintamente le istanze dei più deboli,  quelle dei popoli oppressi dallo sfruttamento finanziario, delle donne discriminate e dei giovani disorientati, che vede la necessità di controllare le trasformazioni dall’intelligenza Artificiale e soprattutto ascolta la domanda di Pace che arriva ogni giorno da tante parti di un mondo devastato da decine di sanguinosi conflitti. Con la sua enciclica “Magnifica Humanitas”Leone XIV prosegue con determinazione nel solco già tracciato da Papa Francesco e, occorre sottolineare, che il suo è un cammino coraggioso e importante e le ostilità nei suoi confronti e contro la linea della Chiesa di Roma si appalesano con diverse modalità.  Agatino Cariola, dalle colonne de La Sicilia, segnala un’intervista recente a “Repubblica” dello storico Agostino Giovagnoli che ha mostrato come l’insistenza dei lefebvriani ad ordinare nuovi vescovi non sia solo un fatto interno alla Chiesa, ma un vero e proprio fatto politico, perché offre aimovimenti nazionalisti e razzisti dell’Occidente – dagli Stati Uniti all’Europa – il mito del fondamentalismo religioso, quella convinzione del “Gott mit uns”, del “Dio che sta dalla nostra parte, che tanti danni ha provocato e continua a produrrenella storia dell’uomo. Sostiene Giovagnoli che chi oggi pretende di utilizzare il latino nelle preghiere (le quali per questo non valgono di più) non è solo fuori dal tempo e non dimentica solo David che scriveva versi in ebraico o San Paolo che parlava in greco: fa un’operazione molto diversa e pericolosa, perché riduce l’esperienza religiosa ad un fatto magico, composto di parole incomprensibili e di oggetti di culto feticistico. Ma una religione-magia non fa persone libere, le rende schiave di riti, pronte a prostrarsi al primo demagogo. Le scene che provengono da Washington sono esemplari del tentativo di utilizzare la religione come strumento non di emancipazione, ma di servilismo al potente di turnoche pretende di assumere anche ruolo religioso.

Per questo, può sembrare un’illazione, ma proprio per la sequenza temporale di certe affermazioni del presidente USA in risposta agli appelli per la Pace del Papa, si potrebbe supporre un “collegamento” tra Washington ed Ecône: un subdolo tentativo di delegittimare l’attività della Chiesa cattolica con un’alternativa costruita al suo interno. Tuttavia, Papa Prevost, incurante di questa manovra, da Lampedusa rilancia con forza il suo messaggio di Pace e Fraternità a tutto il mondo.

6 Luglio 2026

Autore:

redazione


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