LIBRI – L’Impero delle mosche bianche
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LIBRI – L’Impero delle mosche bianche

580 PAGINE PER GUARDACI DENTRO.

Narrazione interna di Jasmine Helle.

Il mistero inizia con lo pseudonimo usato dall’autore. I mostri sono tra noi? Non chiamatelo thriller.

L’Impero delle mosche bianche”.

Questo è il titolo del romanzo introspettivo dell’animo di Jasmine Helle. Si tratta di uno pseudonimo in quanto il narratore, magari interno – ma ciò non ne esclude onniscienza – vuole, almeno per il momento, restare anonimo.

Ambientato negli States, il romanzo si articola tra violenza, anche di genere, azione, amori “vietati” ma vissuti e, soprattutto, velate ma non troppo incursioni dentro l’animo umano. Il libro ha una narrazione che possiamo definire doppia: l’una immediata e l’altra tra le righe e, per questo motivo, merita di essere letto più volte perché per tanti potrebbe generare l’effetto “riflesso” e, nel contempo, risultare terapeutico in questi tempi pesantemente e tristemente dominati dall’effetto nefasto dei files Epstein che avrebbero ispirato i contenuti del romanzo.

La violenza anche verbale che trasborda dalle pagine, oggi palese, ieri era nascosta: forse in questo romanzo ogni commento o “lettura” esige il condizionale che, lungi dall’essere riduttivo, conferisce all’opera l’effetto dirompente e mira a rendere giustizia alle vittime di violenza troppo spesso colpevolizzate da un comune sentire, troppo impegnato a ribaltare i ruoli per assolversi.

Lo scritto, fluido ed inquietante, si legge d’un fiato malgrado le 580 pagine ed è fortemente intriso di religiosità, che fa da sfondo alla redenzione del mostro che – più che dalla giustizia degli uomini – viene punito da quella divina o dal Karma, se si preferisce.

Ed il tenente Giulia Steel? chiediamo all’anonimo autore. “Rappresenta la totale conversione dopo un periodo oscuro, nel quale ha fatto scelte criticabili anche se per puro altruismo ed amore”. Già, perché molto ruota attorno a questo personaggio, l’unico capace di descrivere gli effetti negativi dell’incomprensione e anche di “redimersi attraverso il dolore”.

E poi gli States, il linguaggio da caserma, il “cattivo iraniano”, l’intrepida tiratrice scelta in missione e, soprattutto, la sua appartenenza fanno del libro un unicum.

Infine, le mosche bianche. Sono solo errori di calcolo, dei bug dell’animo umano o sono delle vittime predestinate dei potenti e del pensiero collettivo oppure sono coloro che detengono il vero potere?

Basta leggere il libro per capirlo? Forse…

E l’autore? Al momento resta anonimo, legato al segreto professionale di chi scrive ma domani potrebbe uscire allo scoperto. Il libro, lo trovate su Amazon digitando il titolo ma non chiamatelo thriller.

Enzo Caputo

17 Luglio 2026

Autore:

redazione


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