SBALZI T’UMORE – Quando la malattia diventa racconto e la paura si trasforma in vita
Cronaca, Cronaca Regionale, Fotonotizie, In evidenza

SBALZI T’UMORE – Quando la malattia diventa racconto e la paura si trasforma in vita

Ci sono luoghi che sembrano fatti per accogliere le storie. Il Chiostro di San Francesco d’Assisi, a Sant’Angelo di Brolo, è uno di questi. Le sue pietre, la quiete, la geometria raccolta dello spazio sembrano chiedere alle parole di rallentare, di farsi più profonde, di lasciare affiorare ciò che normalmente rimane nascosto.

È forse anche per questo che “Sbalzi T’umore”, l’evento ideato da Clara Pintaudi e Melina Ricciardi, ha trovato proprio lì la sua dimensione più autentica.

Non una semplice serata dedicata alla malattia, né una testimonianza costruita per suscitare commozione. Piuttosto, un racconto sulla vita quando la vita stessa viene improvvisamente messa alla prova.

L’evento che è stato sostenuto dall’Amministrazione comunale rappresentata nella figura del Sindaco Francesco Cortolillo – che era presente e che è intervenuto – ha avuto al suo centro Melina Ricciardi, che ha scelto di ripercorrere la propria esperienza segnata dalla diagnosi di un tumore al seno. Ma, ascoltandola, si comprende presto che il vero protagonista non è il tumore. È la donna che, attraversandolo, ha continuato a cercare se stessa oltre quella parola. Che ha fatto ciò che la vita le imponeva: trovare il coraggio di riscrivere tutto, senza perdersi d’animo.

La malattia arriva spesso come una frattura. Una cesura che divide un prima e un dopo, introduce domande che non si era mai pensato di dover formulare. Paura, smarrimento, angoscia: emozioni che si presentano senza chiedere permesso.

“Sbalzi T’umore” sceglie di non nasconderle.

Il titolo racconta già l’instabilità dell’animo, l’alternarsi improvviso della speranza e della paura, le cadute e le ripartenze. Quel movimento interiore che accompagna chi attraversa una malattia e che spesso è difficile tradurre in parole.

Ed è proprio qui che l’evento trova una delle sue intuizioni più felici: non affidare tutto alle parole. Il racconto di Melina viene accompagnato dalle fotografie realizzate dalla figlia Clara. Immagini prevalentemente in bianco e nero, capaci di sottrarre il superfluo e lasciare emergere l’essenziale. Alcune sono dure, altre hanno la delicatezza silenziosa delle cose intime. La fotografia, in questo caso, non illustra il racconto: lo continua.

E poi arriva la danza.

Due corpi in movimento interrompono la linearità della narrazione e introducono un linguaggio diverso: quello della leggerezza, dell’armonia, della bellezza.

Attraverso la danza talentuosa di Teresa Bonsignore e Alessandro Freni di Mamba Dance di Messina, sulle note di Due vite di Marco Mengoni e Sia benedetta  di Fiorella Mannoia, il dolore trova una forma diversa per essere raccontato. Non viene cancellato né addolcito: gli viene semplicemente affiancata la possibilità di un movimento, di una vitale trasformazione.

Forse è proprio questo che accade quando una persona riesce a non identificarsi completamente con la propria malattia: il dolore rimane, ma non occupa più tutto lo spazio. A dare profondità alla testimonianza sono stati anche gli interventi dell’oncologo Dott. Gianfranco Pernice e dello psiconcologo Dott. Gaetano Castronovo, dell’Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù. Due sguardi professionali che hanno ricordato una verità essenziale: curare una persona significa prendersi cura anche di ciò che accade dentro quella persona.

La medicina affronta la malattia. La psicologia aiuta ad affrontare ciò che la malattia produce nell’animo. Sono dimensioni diverse, ma non separabili. Ambedue gli interventi hanno fortemente sottolineato la necessità e l’importanza degli screening che offrono la grande opportunità di scoprire i tumori allo stadio iniziale per avere la concreta possibilità di guarirli, e l’importanza del lavoro in equipe e del supporto psicologico. E poi c’è la Fede. Nel racconto di Melina appare come una forza discreta, capace di accompagnare senza negare la paura e di conferire un ‘senso’ profondo alla sofferenza. Bussola nella tempesta.

E c’è la rete di affetti, fondamentale nei momenti difficili, che può diventare una forma concreta di cura.

Ciò che colpisce, alla fine, è proprio la misura dell’evento.

“Sbalzi T’umore” avrebbe potuto scivolare nella retorica della malattia o nella rappresentazione del dolore come spettacolo. Non lo fa.

Sceglie la discrezione. Ed è proprio nella discrezione che trova la sua forza.

Le immagini, la musica, la danza, le parole e il luogo non sono elementi semplicemente accostati, ma parti di un unico racconto. Un racconto che riesce a essere drammatico senza essere cupo, intenso senza diventare enfatico, delicato senza perdere la verità.  È una serata che parla della malattia, dunque, ma finisce per parlare soprattutto della possibilità di tornare a guardare oltre la malattia. Ed è forse questo il senso più profondo della testimonianza di Melina Ricciardi: non raccontare di essere stata malata, ma raccontare di essere stata molto più della propria malattia.

Da qui nasce anche l’invito alla prevenzione e allo screening. Non come una conclusione didascalica, ma come il naturale approdo di una storia personale che sceglie di diventare utile agli altri.

Nel silenzio del Chiostro di San Francesco, una storia privata è diventata così una storia condivisa.

E forse è questa la cifra più bella dell’evento: aver preso qualcosa che apparteneva alla sfera più intima di una donna e averlo trasformato, senza violarlo, in un gesto di comunità. Alla fine restano le immagini, le parole, qualche nota musicale. Ma soprattutto resta una sensazione: quella che la vita non sia definita dalle ferite che attraversa, bensì dalla capacità di tornare a cercare sempre la luce.

Anche dopo la paura. Anche dopo la nebbia.

Perché alcune storie non finiscono quando arriva una diagnosi. Cominciano, semplicemente, a raccontare la vita da un’altra prospettiva.

 

Ornella Fanzone

10 Settembre 2026

Autore:

redazione


Ti preghiamo di disattivare AdBlock o aggiungere il sito in whitelist